Bando INAIL Modello 231 2026: come funziona il finanziamento per le imprese

Domande aperte dal 13 aprile 2026: le imprese che intendono valutare l’adozione o l’aggiornamento del Modello 231 dovrebbero attivarsi tempestivamente

Molte imprese stanno cercando informazioni sul cosiddetto “Bando INAIL Modello 231 2026” per capire se sia possibile ottenere un contributo economico per adottare o aggiornare un modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001. Il riferimento corretto, in realtà, è il Bando Isi 2025, la cui procedura informatica per la compilazione e registrazione delle domande si apre il 13 aprile 2026 e si chiude il 28 maggio 2026 alle ore 18:00. (Inail.it)

Per le imprese interessate alla compliance e alla prevenzione del rischio, si tratta di una finestra molto importante. L’INAIL, infatti, include tra i progetti finanziabili anche quelli per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, collocati nell’Asse di finanziamento 1.2. (Inail.it)

Il Modello 231 può essere finanziato dal Bando INAIL?

Sì, in linea generale il tema rientra tra quelli presi in considerazione dal bando. La pagina ufficiale INAIL indica espressamente tra i progetti ammessi al finanziamento quelli per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, richiamando l’allegato 1.2 dell’Asse 1. (Inail.it)

Questo dato è particolarmente interessante per le imprese che stanno valutando di:

  • adottare per la prima volta un Modello 231;
  • aggiornare un modello già esistente ma non più adeguato alla struttura aziendale attuale;
  • integrare la compliance 231 con i processi interni in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • rafforzare la governance interna e i presìdi organizzativi.

In altri termini, il Modello 231 non va visto solo come uno strumento difensivo da attivare quando emerge un problema. Può diventare anche una leva di organizzazione aziendale e, in questa fase, potenzialmente un investimento sostenuto da finanza agevolata.

Quanto può ottenere l’impresa

Su questo punto è bene essere precisi. L’INAIL distingue tra i diversi assi di finanziamento: per gli Assi 1.1, 2, 3 e 4 il contributo è nella misura del 65% delle spese ritenute ammissibili, mentre per l’Asse 1.2, relativo ai modelli organizzativi e di responsabilità sociale, il contributo sale all’80%. L’importo finanziabile è compreso tra 5.000 euro e 130.000 euro. Inoltre, per le imprese con meno di 50 dipendenti che chiedono il finanziamento per l’Asse 1.2, non è previsto il limite minimo. (Inail.it)

Questo significa che, almeno sul piano astratto, il bando può rappresentare un’opportunità molto concreta anche per realtà imprenditoriali di dimensioni non grandi, che spesso rinviano l’adozione del Modello 231 per ragioni di costo o di priorità organizzative.

Chi può presentare la domanda

Secondo quanto indicato da INAIL, i destinatari dell’iniziativa sono innanzitutto le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio industria artigianato e agricoltura (CCIAA), con le specificazioni previste in relazione ai singoli assi di finanziamento. Per l’Asse 1.2, quindi, il primo punto da verificare è la corretta riconducibilità del progetto all’ambito dei modelli organizzativi e di responsabilità sociale e il rispetto delle condizioni previste dagli avvisi regionali o provinciali. (Inail.it)

Le date da segnare subito

Il calendario indicato nella sezione ufficiale INAIL è chiaro:

  • apertura procedura per la compilazione della domanda: 13 aprile 2026;
  • chiusura procedura per la compilazione della domanda: 28 maggio 2026, ore 18:00;
  • prossimo aggiornamento del calendario entro il 28 maggio 2026. (Inail.it)

Per questo motivo è consigliabile non arrivare all’ultimo momento. Quando il progetto riguarda un Modello 231, è spesso necessario verificare prima la struttura aziendale, i processi interni, le aree di rischio, la documentazione esistente e la coerenza del percorso organizzativo che si intende presentare.

Perché il tema interessa anche sotto il profilo legale

Dal punto di vista legale, il Modello 231 non è un semplice documento formale. Per essere realmente utile deve essere costruito sulla realtà concreta dell’impresa, sui suoi flussi decisionali, sui reati presupposto rilevanti, sul sistema di deleghe, sui protocolli interni e sui controlli. Un modello standardizzato, sganciato dall’operatività aziendale, rischia di essere poco efficace proprio quando servirebbe di più.

Attenzione a non confondere “Bando INAIL 2026” e “Bando Isi 2025”

È opportuno distinguere tra la denominazione formale della misura, che è “Bando Isi 2025”, e la sua fase attuativa, che si colloca nel 2026, anno di apertura della procedura per la compilazione e registrazione delle domande.

Come può muoversi concretamente l’impresa

Per una società che stia valutando questa opportunità, i passaggi da affrontare sono in genere questi:

  1. verificare se il progetto rientri effettivamente nell’Asse 1.2;
  2. controllare i requisiti soggettivi e documentali applicabili;
  3. esaminare l’avviso regionale o provinciale di riferimento;
  4. definire un progetto organizzativo coerente con la realtà aziendale;
  5. predisporre per tempo la procedura telematica.

La stessa INAIL precisa che la domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica, secondo le modalità indicate negli Avvisi regionali/provinciali, con successiva conferma attraverso l’apposita funzione presente nella procedura online. (Inail.it)

Un’occasione da valutare subito

Per molte imprese, soprattutto in un momento in cui governance, assetti organizzativi, sicurezza sul lavoro e responsabilità dell’ente sono temi sempre più intrecciati, questa finestra può rappresentare una buona occasione per affrontare con maggiore metodo un intervento che spesso viene rinviato.

Il punto, però, non è soltanto ottenere un finanziamento. Il punto è utilizzare bene questa occasione per costruire un assetto organizzativo più solido, più consapevole e più coerente con i rischi dell’impresa.

Assistenza legale e organizzativa

Lo Studio assiste le imprese nell’inquadramento del percorso di adozione o aggiornamento del Modello 231, nell’analisi dei profili di rischio e nel coordinamento tra compliance, organizzazione interna e tutela dell’ente.

Quando il tema viene affrontato in modo serio, il Modello 231 non è soltanto un adempimento: diventa uno strumento di prevenzione, di controllo e di responsabilità organizzativa.

Consulenza legale anche online

Oltre ad offrire assistenza legale, mettiamo a disposizione un servizio di consulenza online nei nostri ambiti di intervento. Contattaci per fissare un appuntamento in videoconferenza su Skype o su altre piattaforme.

Contatta l'Avvocato Pisanello per
Assistenza Legale Specializzata

Se stai affrontando situazioni di violenza o discriminazione, non esitare a contattarci per una consulenza legale specializzata.