Sono tornati in libertà quattro delle undici persone finite nei guai all’inizio di dicembre per la nuova svolta avuta dall’inchiesta dei carabinieri (denominata “Strongbox”) su una serie di assalti a casseforti che ora, dalla provincia di Parma, si è allargata anche a Reggio. Il Riesame di Bologna ha tolto la misura restrittiva degli arresti domiciliari ad A (23 anni) e A (21) G , nonché a G (29), difesi dall’avvocata Carmen Pisanello. Nel loro ricorso ha tecnicamente fatto leva sul “divieto di contestazione a catena”, facendo breccia nel convincimento dell’organo competente felsineo. Gli indagati erano già stati in custodia cautelare in carcere per alcuni mesi per fatti che, più o meno, ritornano nella nuova ordinanza emessa dal gip Antonella Pini Bentivoglio. In tribunale a Reggio gli undici indagati verranno giudicati per associazione a delinquere, accusa decisamente più grave rispetto al processo affrontato a Parma ma “solo” per i furti (il procedimento si è già concluso con una serie di condanne). Il provvedimento del Riesame ha ridato la completa libertà a uno (G T ) che secondo gli investigatori era al vertice (con tre complici) della banda specializzata in raid alle casseforti di case, supermercati e uffici postali.

